Primo occhio in provetta da staminali

ROMA - E' stato ottenuto il primo occhio in provetta: e' di topo ed e' nato da cellule staminali che si sono organizzate spontaneamente una volta immerse in un cocktail di sostanze che le nutrono e ne favoriscono la crescita. Il risultato, al quale Nature dedica la copertina, anticipa scenari alla Blade Runner, con le fabbriche di occhi per i replicanti immaginate nel celebre film di fantascienza del 1982.

Piu' realisticamente apre la via ai trapianti di retina. Ci vorranno anni di lavoro, ma diventa possibile coltivare le cellule staminali per ottenere la retina destinata ai trapianti. L'occhio in provetta e' stato ottenuto in uno dei piu' grandi centri di ricerca giapponesi, l'istituto istituto Riken, a Kobe, e la ricerca e' stata condotta da una squadra di biologi dello sviluppo, bioingegneri e biochimici guidato da Yoshiki Sasai.

E' un risultato straordinario, che ha stupito gli stessi ricercatori, che lo scrivono chiaramente su Nature. La generazione di un organo, osservano, richiede una regia complessa, capace di controllare il modo in cui tanti tipi diversi di cellule interagiscono fra loro fino a ottenere un unico comportamento collettivo. ''E' tuttora poco chiaro - scrivono - come singole parti, localizzate, possano coordinarsi fra loro fino a costruire un intero organo''.

Nell'esperimento un insieme di cellule staminali prelevate da un embrione di topo e' stata immersa in un ''brodo'' di coltura che le ha nutrite e le ha spinte ad organizzarsi spontaneamente. Cosi', in modo del tutto autonomo, si sono assemblate come dei lego in miniatura ed hanno formato una struttura tridimensionale chiamata ''calice ottico'' dalla quale si sviluppa la retina. E' una struttura complessa, costituita da due fogli di tessuto ripiegati in modo simile a una tasca. E' un doppio risultato, quello ottenuto in Giappone.

Da un lato e' stato ottenuto in provetta un organo tridimensionale e complesso come un occhio senza dover utilizzare ''impalcature'' biocompatibili come si fa, per esempio, nei laboratori che lavorano ad altri organi artificiali, come polmoni o cuore; dall'altro l'organo e' stato costruito in modo spontaneo dalle stelle cellule staminali embrionali, come se queste fossero guidate da una sorta di programma di lavoro interno e obbedissero a un ''ordine intrinseco'', come lo chiamano i ricercatori. Al di la' delle tante cose che restano da chiarire, i ricercatori non hanno dubbi che si sia aperta una nuova pagina della medicina rigenerativa e, con essa, ''nuove strade per il trapianto di tessuti della retina ottenuti artificialmente, invece del semplice trapianto di cellule''. (Fonte: Ansa)