Diagnosi dei fattori maschili di sterilità

Numerosi test diagnostici sono disponibili per identificare specifici problemi riproduttivi maschili
  • La visita andrologica costituisce il punto di partenza per la valutazione dello stato di fertilità maschile
  • Nel corso della visita l’Andrologo tramite il colloquio clinico raccoglie tutte le informazioni chiave su eventi, patologie, terapie e abitudini di vita che possono avere un impatto sullo stato di fertilità
  • Al colloquio fa seguito la visita dell’apparato riproduttivo maschile, che è completata da ecografia e possibile ecodoppler dello scroto (si veda la specifica sezione), con la possibilità quindi di diagnosticare già alla prima visita delle possibili cause di ridotta fertilità maschile, come ad esempio il varicocele
  • Un suggerimento: è utile arrivare alla visita andrologica con l’esito dell’analisi del liquido seminale e di esami ormonali (FSH, LH, testosteronemia totale, prolattinemia, E2)
  • Permette di valutare il numero, la motilità e la morfologia degli spermatozoi
  • Un esame più approfondito (screening ICSI) offre ulteriori informazioni sul numero e la qualità degli spermatozoi mobili presenti nell’eiaculato al fine di poter selezionare la metodica di procreazione medicalmente assistita (PMA) più adatta ala coppia
  • Entrambi gli esami si eseguono dopo 3-4 giorni di astinenza sessuale e il campione può essere prodotto presso i nostri centri
  • Quelli più frequentemente utilizzati servono per la misurazione degli ormoni LH (luteinizzante), FSH (follicolostimolante), T (testosterone), PRL (prolattina)
  • Permettono di valutare lo stato funzionale dei testicoli e dell’ipofisi
  • Per eseguire questi esami basta un prelievo di sangue e non è necessario essere a digiuno
Servono a valutare le dimensioni e le condizioni del testicolo e degli epididimi e per diagnosticare eventuale presenza di patologie quali il varicocele e l’idrocele
  • Permettono di valutare il cariotipo (cioè il numero e l’integrità morfologica dei cromosomi) nonché la presenza di mutazioni e delezioni all’interno dei cromosomi stessi
  • Servono per verificare l’eventuale stato di portatore per malattie anche molto gravi quali la fibrosi cistica
  • Non sempre queste alterazioni provocano disturbi clinicamente evidenti nei genitori ma possono essere trasmesse alla prole e causare malattie genetiche
  • Questi esami sono particolarmente utili nei casi di azoospermia od oligozoospermia severa (assenza o forte riduzione del numero di spermatozoi nell’eiaculato) in quanto permettono di identificare con maggiore precisione le cause di queste alterazioni
  • Per eseguire questi esami basta un prelievo di sangue e non è necessario essere a digiuno