GynePro Diagnosi dei fattori femminili di sterilità

Diagnosi dei fattori femminili di sterilità

Numerosi test diagnostici sono disponibili per identificare specifici problemi riproduttivi femminili
Ecografia 2D
  • Serve ad identificare problemi relativi all’utero (fibromi, polipi endometriali, adenomiosi), alle ovaie (cisti, neoformazioni), e alle strutture circostanti (peritoneo e intestino). Permette inoltre di valutare la riserva funzionale ovarica attraverso la conta dei follicoli antrali (AFC)
  • Questo tipo di ecografia si esegue di solito con una sonda transvaginale, ma va integrata anche con l’uso di una sonda transaddominale

Ecografia 3D
  • Serve ad identificare le malformazioni uterine (utero arcuato, subsetto, setto, bicorne) . Permette inoltre di valutare la riserva funzionale ovarica attraverso la conta tridimensionale dei follicoli antrali, informazione molto utile prima di programmare un trattamento di Procreazione Medicalmente Assistita.
  • Questo tipo di ecografia si esegue di solito con una sonda transvaginale, preferibilmente nella seconda fase del ciclo mestruale
  • Quelli più frequentemente utilizzati servono per la misurazione degli ormoni LH (luteinizzante), FSH (follicolostimolante), E2 (estradiolo), P (progesterone), PRL (prolattina), T (testosterone), AMH (antimülleriano)
  • Si possono eseguire in varie fasi del ciclo mestruale e permettono di valutare lo stato funzionale dell’ovaio e dell’ipofisi. L’AMH è particolarmente utile per valutare la riserva ovarica di follicoli
  • Per eseguire questi esami basta un prelievo di sangue e non è necessario essere a digiuno
  • Cos’è: Studio diagnostico ginecologico per la valutazione della pervietà tubarica
  • Indicazioni: Viene effettuato nei casi in cui la gravidanza non giunge spontaneamente dopo almeno un anno di rapporti mirati e per indagare se le tube (organo dove l’ovocita viene fecondato dallo spermatozoo) sono aperte
  • Come si esegue: Introducendo un catetere sterile in cavità uterina e attraverso questo, si inietta una soluzione schiumosa di idrossicellulosa. Mediante l’ecografia transvaginale 2D-3D è possibile visualizzare in modo molto accurato e non operatore dipendente, il percorso delle tube.
  • Vantaggi: l'accuratezza diagnostica di questa metodica è di circa il 90% molto più alta rispetto a quella che prevede l’utilizzo di soluzione salina ed aria.
  • Limiti: nessuno
  • Rischi e/o complicazioni: nessuno
  • Note: La metodica richiede l’astensione dall’attività sessuale dalla mestruazione fino al giorno dell’esame.
  • Si esegue per mezzo dell’isteroscopia o di una nuova tecnica mininvasiva denominata Endosee
  • Permette di identificare con precisione la presenza e localizzazione di polipi endometriali o di altre formazioni presenti nella cavità uterina (ad esempio fibromi sottomucosi)
  • Sono esami minimamente invasivi che permettono di visualizzare direttamente gli organi genitali interni femminili (utero, tube, ovaie) e di verificare la presenza di patologie quali l’endometriosi e le aderenze pelviche, nonché di valutare in modo più dettagliato la pervietà tubarica
  • Si eseguono in anestesia generale
  • Permettono di valutare il cariotipo (cioè il numero e l’integrità morfologica dei cromosomi) nonché la presenza di mutazioni e delezioni all’interno dei cromosomi stessi
  • Servono per verificare l’eventuale stato di portatore per malattie anche molto gravi quali la fibrosi cistica. Non sempre queste alterazioni provocano disturbi clinicamente evidenti nei genitori ma possono essere trasmesse alla prole e causare malattie genetiche
  • Per eseguire questi esami basta un prelievo di sangue e non è necessario essere a digiuno