CGH Array in diagnosi prenatale

Cos'è

L’analisi con microarray cromosomici (CMA) è una tecnica in grado di analizzare contemporaneamente tutti i cromosomi in modo più approfondito rispetto al cariotipo standard: consente di identificare sbilanciamenti cromosomici di piccole dimensioni ma clinicamente significativi (le cosiddette ‘pCNV’), non visibili con l’analisi convenzionale del cariotipo

Indicazioni

  • Nei feti con riscontro di quadri malformativi e cariotipo normale l’analisi CMA è in grado di trovare una spiegazione al quadro ecografico in circa il 6% dei casi (riscontro delle cosiddette  pCNV) (Shaffer et al 2012; Wapner et al, 2012; de Wit et al, 2014)
  • Gli studi hanno dimostrato che anche in gravidanze cosiddette fisiologiche, cioè feti con cariotipo normale e assenza di segni ecografici anomali, un 2% dei feti presenta uno sbilanciamento microscopico causativo di patologia, indipendentemente da età materna ed epoca gestazionale (Grati et al, 2015)

Come si esegue

  • Si esegue a margine di una diagnosi invasiva quale villocentesi o amniocentesi estraendo il DNA fetale dal tessuto di partenza
  • La tecnica CMA applicata da GYNEPRO in gravidanze con cariotipo normale e quadri ecografici apparentemente nella norma è quella dell’array Comparative Genomic Hybridization (aCGH) e viene eseguita secondo le seguenti modalità:
    - sempre in combinazione col cariotipo fetale convenzionale, e non in sostituzione di esso;
    - ricercando in tutto il genoma le CNV in regioni responsabili di sindromi da microdelezione/microduplicazione note e/o contenenti geni-malattia con modalità ad alta risoluzione e, di tutte le altre regioni con bassa densità di geni malattia con modalità a minore risoluzione per minimizzare la possibilità di incorrere nelle VOUS;
    - riportando nel risultato finale esclusivamente le varianti a significato patogenetico ufficialmente pubblicate alla data di refertazione (categorie B-C-D sopra descritte)
  • In presenza di gravidanze ottenute con percorsi di procreazione medicalmente assistita eterologa l’impossibilità di disporre del DNA genitoriale (entrambi o di un solo genitore) può complicare l’interpretazione del risultato in presenza di varianti di predisposizione

Vantaggi

Consente di identificare sbilanciamenti cromosomici di piccole dimensioni ma clinicamente significativi (le cosiddette ‘pCNV’), che non sono evidenziabili tramite l’analisi convenzionale del cariotipo

Limiti

  • Non sono evidenziabili riarrangiamenti cromosomici bilanciati (es. traslocazioni reciproche e Roberstoniane, inversioni), mosaicismi cromosomici scarsamente rappresentati, varianti/anomalie non evidenziabili con tale piattaforma (es: non causate da duplicazioni/delezioni cromosomiche) e poliploidie (3 o 4 invece che 2 set cromosomici, quindi 69 o 92 cromosomi invece che 46)
  • l’analisi dei risultati può talora essere difficile dal punto di vista interpretativo per il possibile riscontro di varianti di non facile/immediata interpretazione

Rischi

I rischi sono quelli riconducibili alla metodica invasiva

Note

La volontà di eseguire tale esame aggiuntivo va segnalata al momento del colloquio con la genetista in sedi di villocentesi o amniocentesi